Parma, il salto di qualità è rimandato

La trasferta di Torino poteva segnare un nuovo record (4 clean sheet consecutivi in trasferta) e invece si è trasformata in un incubo. Il 4-1 finale (leggi qui) non lascia spazio a recriminazioni e ripensamenti. 

Una sconfitta netta, maturata durante un secondo tempo disastroso, a livello difensivo e offensivo. Cuesta ha provato a correggere la squadra in corsa ma ogni sforzo è risultato vano: il Parma di ieri è caduto al tappeto sotto i colpi del Toro, senza avere la forza di reagire. Poche idee, quasi tutte consumate nei primi 45 minuti. 

E pensare che la trasferta di Torino suonava come una prova di maturità, un’occasione per fare il definitivo salto di qualità e puntare alla parte sinistra della classifica, cioè alla top 10. E invece niente. Tutto rimandato a data da destinarsi.  Lo si capisce leggendo i numeri post partita, i quali (Pellegrino e Strefezza a parte) confermano una cronica sterilità offensiva: 3 tiri nello specchio della porta, 3 cross riusciti su 14 totali, 7 dribbling riusciti su 14 e 12 tocchi nell’area avversaria.

Numeri insufficienti per sperare in un esito diverso, ma che allo stesso tempo sono in linea con quanto fatto nelle precedenti 28 giornate, perché il Parma è uno dei peggiori attacchi della Serie A con solo 21 reti all’attivo, uno in più rispetto a Lecce e Pisa (20). 

Nessun dramma, per carità, fin qui la stagione crociata è stata positiva, con un margine rassicurante sulla zona retrocessione. Ma per fare il salto di qualità - appunto - serve altro. Più coraggio, più inventiva e soluzioni, oltre a maggiore qualità nelle giocate nella metà campo avversaria.  

 

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